Si è conclusa a Lecce, il 23 maggio 2026, l’Assemblea annuale dell’Associazione Dirigenti Giustizia, momento centrale di confronto e approfondimento sui temi dell’organizzazione del sistema giudiziario e sul ruolo della dirigenza amministrativa.
A margine dei lavori è stato approvato un articolato documento di posizione sul nuovo assetto organizzativo della giustizia, alla luce delle recenti innovazioni normative e contrattuali.
Comunicato dell’Associazione
Nota di sostegno, collaborazione e proposta sul nuovo assetto organizzativo della Giustizia
L’Associazione Dirigenti Giustizia (ADG) esprime il proprio convinto sostegno, in spirito di leale collaborazione istituzionale, al Ministero della Giustizia per il raggiungimento di un risultato che può a pieno titolo definirsi storico: la sottoscrizione dell’accordo integrativo sulle famiglie professionali del 29 aprile 2026.
Si tratta di un passaggio di straordinaria rilevanza, che consente finalmente al sistema Giustizia di collocarsi sullo stesso piano delle altre Pubbliche Amministrazioni, attraverso un modello moderno di classificazione fondato sulla valorizzazione delle competenze, delle responsabilità e delle specificità professionali.
L’ADG esprime altresì apprezzamento alle Organizzazioni Sindacali firmatarie dell’accordo, che con determinazione hanno contribuito a costruire un assetto più ordinato, coerente e qualificato delle professionalità amministrative, rafforzando l’identità del personale e contrastando la scarsa attrattività dei ruoli della Giustizia per le nuove generazioni.
Il valore della riforma e la responsabilità della sua attuazione
L’introduzione delle famiglie professionali e il consolidamento dell’Ufficio per il Processo rappresentano un passaggio cruciale per il futuro del sistema giudiziario e un’importante occasione di modernizzazione ed efficientamento. Tuttavia, tali innovazioni devono essere accompagnate da un assetto organizzativo coerente con i principi dell’ordinamento, fondato su equilibrio, chiarezza delle competenze e collaborazione strutturata tra le diverse componenti.
Centralità della dirigenza amministrativa e funzione organizzativa
In questo assetto, la dirigenza amministrativa riveste un ruolo essenziale e non sostituibile. Costituisce il fulcro della gestione delle risorse umane, finanziarie e organizzative degli uffici giudiziari, assicurando continuità, legalità e sostenibilità all’azione amministrativa.
Essa rappresenta un partner essenziale del cambiamento e un presidio imprescindibile per la qualità dei servizi di cancelleria, la gestione dei flussi procedimentali e il governo economico-finanziario del sistema, inclusi il pagamento e il recupero delle spese di giustizia.
Ogni processo di riforma e ogni intervento organizzativo che incida sul personale non può prescindere dal pieno e strutturato coinvolgimento della dirigenza amministrativa, nella sua dimensione propriamente manageriale, quale condizione operativa essenziale per il successo e la tenuta delle innovazioni.
Ufficio per il Processo e servizi amministrativi
In questa prospettiva, deve essere riaWermato un principio fondamentale:
i servizi di cancelleria costituiscono la base operativa imprescindibile della giurisdizione. Senza un’amministrazione efficiente, la funzione giurisdizionale non può esplicarsi pienamente, non può essere tempestiva né può rispondere ai bisogni della collettività.
L’Ufficio per il Processo deve essere inteso come uno strumento integrativo, di supporto e potenziamento di tale sistema, capace di rafforzarne il funzionamento complessivo, senza alterarne gli equilibri organizzativi.
Esso assume oggi una doppia e complementare valenza; per un verso costituisce il modulo organizzativo adottato utile al raggiungimento degli obiettivi PNRR e per altro si inserisce stabilmente nella struttura organizzativa degli uffici giudiziari per effetto del nuovo accordo sulle famiglie professionali. Il suo concreto atteggiarsi è quindi rimandato alle esigenze di funzionamento dell’ufficio, rispetto a cui la dirigenza amministrativa esercita a pieno titolo presidio, nell’ottica della dirigenza integrata.
In altre parole, l’Ufficio per il Processo, insieme alla totalità delle figure introdotte con gli interventi PNRR, quali i tecnici di amministrazione e gli operatori data entry, contribuisce a rafforzare in modo strutturale la capacità amministrativa degli uffici, configurandosi come parte integrante di un’unica macchina organizzativa funzionale all’attività giurisdizionale.
Tale obiettivo si realizza attraverso le modalità definite dalla governance di riferimento, chiamata a reingegnerizzare i processi di lavoro secondo logiche di progressivo superamento del “mansionismo”. La costituzione dell’Ufficio per il Processo, e il conseguente lavoro per team, consente infatti di superare la frammentazione dei compiti del personale amministrativo e le rigidità nella gerarchia dei ruoli, rendendo l’intero sistema più funzionale, in modo organico e strategico, al miglioramento della qualità del servizio giustizia.
La dirigenza amministrativa si pone pertanto quale attore centrale nel contesto amministrativo, in un’ottica di coordinamento volta ad assicurare la coerenza dell’organizzazione e l’effettivo orientamento delle risorse agli obiettivi dell’ufficio.Chiarezza dei ruoli e responsabilità
Il corretto funzionamento degli uffici giudiziari richiede una distinzione netta e non derogabile tra:
• la direzione dell’attività giurisdizionale, propria della magistratura;
• la gestione del personale e delle risorse, propria della dirigenza amministrativa. La gestione del rapporto di lavoro del personale amministrativo deve rimanere unitaria, coerente e riconducibile a una catena di responsabilità chiara e definita, evitando ogni forma di sovrapposizione o ambiguità.
Qualsiasi modello organizzativo che introduca incertezze o forme di doppia dipendenza rischia di generare inefficienze, conflitti e indebolimento della responsabilità gestionale.Valore del lavoro pubblico e attrattività
In questa prospettiva, la costruzione di un modello organizzativo chiaro, moderno e coerente rappresenta anche un fattore determinante per rafforzare l’attrattività del lavoro pubblico nella giustizia.
La valorizzazione delle competenze, la chiarezza dei ruoli e la qualità dell’organizzazione costituiscono infatti elementi essenziali per rendere i percorsi professionali più riconoscibili, qualificati e coerenti con le responsabilità assegnate, anche in funzione dell’ingresso e della stabilizzazione di nuove figure professionali.Prospettive e impegno dell’Associazione
In questa fase di profonda trasformazione, appare necessario consolidare un modello di governance fondato su:
• coinvolgimento stabile della dirigenza amministrativa;
• centralità della funzione organizzativa e gestionale;
• chiarezza normativa e distinzione delle competenze;
• sedi permanenti di confronto e coordinamento.
Questo modello richiede di essere attuato in modo coerente e concreto, anche attraverso una revisione delle piante organiche che assicuri la presenza e l’integrazione di tutte le figure professionali coinvolte, quale condizione per rendere effettive e durature le innovazioni in corso.L’Associazione Dirigenti Giustizia conferma la propria piena disponibilità ad affiancare il Ministero della Giustizia e tutti gli attori istituzionali nel percorso di attuazione della riforma, offrendo un contributo di competenze, esperienza e visione strategica.
Solo attraverso una collaborazione autentica e paritaria sarà possibile consolidare i risultati raggiunti e costruire un sistema giustizia moderno, efficiente ed equilibrato, al servizio dei cittadini e del Paese.
Al termine dell’attività del partecipato convegno, in un momento particolare di sviluppo della professionalità dei Dirigenti amministrativi, anche all’esito dell’innesto delle nuove leve, corre l’obbligo di evidenziare come tutte le autorità e personalità intervenute abbiano valorizzato la centralità della figura dirigenziale nell’organizzazione del servizio giustizia. In particolare si ringrazia per la volontà di essere comunque presenti, nonostante la concomitanza della commemorazione per la strage di Capaci, il Vice Ministro Francesco Paolo Sisto e il Capo di Gabinetto Antonio Mura.
In ordine alla posizione del Vice Ministro in merito al ruolo dei funzionari addetti UPP come supporto esclusivo alla funzione giurisdizionale, l’Associazione ha espresso la propria visione, evidenziando le esigenze della struttura amministrativa di supporto: a seconda dei contesti e dei territori, il modulo organizzativo dell’Ufficio per il Processo richiede una flessibile modulazione del capitale umano assegnato e delle relative funzioni.
In riferimento, infine, all’intervento del Capo di Gabinetto, l’Associazione si fa portavoce della proposta di far pervenire progetti e spunti di riflessione da valutare nelle sedi competenti.
Il Presidente Rosalba Natali
Lecce, 23 maggio 2026
